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Gut Shabes Vietnam - Ido e Yael Zand
Scritto da: admin il 6 Novembre 2009 – 14:06Israele 2008 (Documentario, colore)
Durata: 52 min.
Fotografia: Ido Zand
Montaggio: Yael Leibovitz Zand
Musica: Gil Nagel
Produzione: Zandoco Productions
La missione assegnata ad una giovane coppia di ebrei ortodossi Chabad, è quella di lasciare Israele per raggiungere il Vietnam, dove dovranno “redimere” tutti gli ebrei che vivono lì. Quando lasciano la loro casa Menachem e Racheli, insieme al loro piccolo bambino, sanno bene che forse non torneranno mai in Israele. Arrivati A Ho-chi-Min City (Saigon), a pochi giorni da Rosh Ha-Shanà (il Capodanno ebraico), la vita è difficile. Come sopravvivere in una città dove sei l’unico a praticare le regole dettate dalla religione ebraica? Come trovare un pesce kasher in un mercato “affollato” di frutti di mare? In attesa del loro container i giovani si aggirano sconfortati in un’enorme casa vuota e in una città che sembra non accoglierli al meglio…
Il documentario della coppia Zand, dà voce ad una delle grandi realtà ebraiche nel mondo; ovvero i 4000 messaggeri ortodossi che seguono i dettami del loro rabbino Lubavitch e nel corso degli anni hanno raggiunto i quattro angoli della terra per offrire ad ogni correligionario la possibilità di rispettare le regole religiose e “redimere” gli ebrei laici della diaspora. Gut Shabes Vietnam è un film che, grazie all’eleganza nel montaggio, riesce a rendere al pubblico la storia incredibile della coppia Hartman in un racconto universale sulle distanze culturali e la solitudine legata all’immigrazione.
Tags: Chabad, diaspora, Gil Nagel, Gut Shabes Vietnam, hartman, ho chi min city, religione, vietnam, Yael Leibovitz, Yael Zand
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Guy - Ilan Jarzina
Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:56Israele 2008 (Documentario, colore)
Durata: 31 min.
Fotografia: Asaf Saban
Montaggio: John Avishai
Produzione: Hamidrasha School of the Arts, Beit Berl College
La storia di Guy Haberman nella sua evoluzione religiosa: trentenne, ex membro di un kibbutz, diventa ogni giorno più ortodosso. Sin da bambino Guy ha espresso un talento musicale eccezionale e oggi vorrebbe diventare un cantore che esegue la liturgia in sinagoga (Hazan).
Pian piano scopriamo che la musica e la religione sono per Guy (amico d’infanzia del regista) anche una via di fuga per evadere da una vita molto complessa e difficile, sia a livello famigliare sia emotivo.
Guy è un film sorprendente se si tiene conto che e stato realizzato da un giovane studente con poca esperienza alle spalle.
Tags: beit berl college, Guy, Guy Haberman, Ilan Jarzina, John Avishai, Kibbutz, liturgia, religione, Saban, school of the arts, sinagoga
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