And Thou Shalt Love - Chaim Elbaum

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 15:52

Israele 2008 (Colore)
Titolo originale: Ve’ahavta (Ama)
Durata: 30 min.
Sceneggiatura: Chaim Elbaum
Fotografia: Ran Aviad
Montaggio: Tamar Ben Baruch
Interpreti: Uri Lachmi, Omer Zonenshein
Produzione: Ma’ale School for Television Film and the Arts, Jerusalem

And Thou Shalt Love, che ha vinto nel 2008, i premi più prestigiosi in Israele dedicati al cortometraggio, racconta la storia di Ohad, ventenne religioso che studia in una scuola per ebrei ortodossi (Yeshivà). Ohad è omosessuale e lotta contro la sua natura, cercando di reprimere in ogni modo i suoi sentimenti per un ragazzo che sta facendo il servizio militare.

In un’apparente tranquillità, Ohad apprende che il ragazzo di cui è innamorato sta arrivando: così cerca sostegno telefonando a un call center per religiosi in crisi morale o psicologica. Ma quando il suo Nir torna per una vacanza, ogni sforzo è vanificato e l’amore torna in tutte le sue forme, risvegliando sensazioni che sembravano sopite e catturando di nuovo l’anima del ragazzo. Chi prevarrà in questa lotta contro se stessi? L’amore o la religione e la società?


Tags: , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

A Matter of Size - Sharon Maymon, Erez Tadmor

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 15:01

Israele 2009 (Colore)

Titolo originale: Sippur gadol (Una storia grande)
Durata: 90 min.
Sceneggiatura: Sharon Maymon, Danny Cohen-Solal
Fotografia: David Gurfinkel
Montaggio: Einat Glaser Zarhin
Musica: Eyal Leon Kazav
Interpreti: Itzik Cohen, Irit Kaplan, Dvir Benedek, Alon Dahan, Shmulik Cohen, Levana Finkelstein, Togo Igawa
Produzione: Chilik Michaeli, Avraham Pirchi, Tami Leon, Oliver Simon, Daniel Baur

Un gruppo di persone obese della città israeliana di Ramla prova a fare i conti con un regime di dieta molto rigido, ma ogni tentativo è vano. Uno tra loro, Herzl, inizia a lavorare come lava piatti in un ristorante giapponese dove viene in contatto con il mondo del Sumo, attraverso Kitano, il manager del ristorante. Così Herzl convince Kitano, che ne è stato maestro, ad iniziarlo alla lotta giapponese e pian piano riesce a coinvolgere tutti i suoi amici con gli stessi problemi di “taglia forte”. Attraverso il Sumo questo gruppo di persone riesce a vivere finalmente in armonia con il proprio corpo e presto scoprirà che per accettare se stessi non serve la lotta giapponese…

A Matter of Size è stato presentato quest’anno al Tribeca Film Festival ed ha aperto il Jerusalem Film Festival 2009. In Israele ha avuto un grandissimo successo e si è rivelato una commedia intelligente e ben fatta. L’idea del film è stata acquistata da Hollywood per riproporla in versione americana.



Vacanze, Vacanze lastminute


Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

For My Father - Dror Zahavi

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:59

Israele, Germania 2008 (Colore)
Titolo originale: Sof Shavua B’Tel Aviv (Fine settimana a Tel Aviv)
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Ido Dror, Jonatan Dror
Fotografia: Carl F. Koschnick
Montaggio: Fritz Busse
Musica: Misha Segal
Interpreti: Shredi Tabarin, Hili Yalon, Shlomo Wishinski, Michael Moshonov, Jony Arbid, Shadi Fahr-Al-Din, Rosina Kambus, Oren Yadger, Dina Golan
Produzione: Zvi Spiedmann, Shlomo Mograbi, Rami Damri, Eviatar Dotan, Heike Wiehle-timm

Tarek è un ragazzo palestinese che, per riscattare l’onore di suo padre, viene coinvolto in un attentato suicida a Tel Aviv. La sua missione è farsi esplodere in uno dei mercati più affollati della città. Il caso vuole che il detonatore da lui indossato faccia cilecca. Così il ragazzo è costretto a trascorrere il fine settimana a Tel Aviv, in attesa di far aggiustare l’interruttore della bomba. Ma il ragazzo, durante quelle quarantott’ore, viene a contatto con la gente che voleva uccidere, ovvero alcuni israeliani, tra cui una giovane donna, Keren….

Dror Zahavi si è laureato in cinema in Germania, dove ha lavorato molti anni anche per la televisione, vincendo alcuni premi a festival internazionali. Con For My Father Zahavi ha ricevuto, tra gli altri, il premio del pubblico al Moscow International Film Festival, il premio per il Miglior Film all’Asian Film Festival di Mumbai ed è stato nominato all’Israeli Film Accademy Awards.


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

Guy - Ilan Jarzina

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:56

Israele 2008 (Documentario, colore)
Durata: 31 min.
Fotografia: Asaf Saban
Montaggio: John Avishai
Produzione: Hamidrasha School of the Arts, Beit Berl College

La storia di Guy Haberman nella sua evoluzione religiosa: trentenne, ex membro di un kibbutz, diventa ogni giorno più ortodosso. Sin da bambino Guy ha espresso un talento musicale eccezionale e oggi vorrebbe diventare un cantore che esegue la liturgia in sinagoga (Hazan).
Pian piano scopriamo che la musica e la religione sono per Guy (amico d’infanzia del regista) anche una via di fuga per evadere da una vita molto complessa e difficile, sia a livello famigliare sia emotivo.
Guy è un film sorprendente se si tiene conto che e stato realizzato da un giovane studente con poca esperienza alle spalle.



canon_a_200_200_it_6.gif


Tags: , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

Il Giardino di Limoni - Eran Riklis

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:54

Israele, Germania, Francia 2008 (Colore)
Titolo originale: Etz Limon (L’albero di limone)
Durata: 106 min.
Sceneggiatura: Suha Arraf, Eran Riklis
Fotografia: Rainer Klausmann
Montaggio: Tova Ascher
Musica: Habib Shehadeh Hanna
Interpreti: Hiam AbbassAli Suliman, Rona Lipaz-Michael, Doron Tavory, Tarik Copty, Amos Lavie, Amnon Wolf, Smadar Yaaron, Ayelet Robinson, Liron Baranes
Produzione: ERAN RIKLIS PRODUCTIONS, MACT PRODUCTIONS, RIVA FILM, HEIMATFILM

Salma, una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania, scopre che il suo nuovo vicino di casa è il Ministro della Difesa israeliano. Quando, per ragioni di sicurezza, le viene intimato di abbattere quel giardino di limoni che rappresenta il suo unico sostentamento e le sue stesse radici, la donna non si dà per vinta e porta la causa in tribunale. L’amicizia inaspettata della moglie del ministro, mossa dalla solidarietà femminile e l’amore del suo giovane avvocato, riescono a sostenerla in una sfida che a tutti sembra impossibile.

Una storia emozionante in chiave realistica e un appassionato messaggio di speranza sul coraggio di una donna in lotta per la libertà. Nato a Gerusalemme, il regista Eran Riklis si è diplomato alla National Film School di Beaconsfield, in Inghilterra, nel 1982. I suoi film, acclamati da pubblico e critica di tutto il mondo, lo hanno reso uno dei più conosciuti registi e produttori israeliani contemporanei. Tra i suoi titoli ricordiamo: Cup Final (1992, presentato a Berlino e Venezia), Zohar ( 1993, il più grande successo israeliano dell’anno) e La sposa siriana (2004, Premio del Pubblico a Locarno). Nel 2008 Il giardino di limoni si è aggiudicato il Premio del Pubblico al Festival di Berlino.


Tags: , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

It All Begins at Sea - Eitan Green

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:51

Israele, Canada, 2008 (Colore)
Durata: 93 min.
Titolo originale: Hakol Matchil Bayam (Tutto inizia al mare)
Sceneggiatura: Eitan Green
Fotografia: Shai Goldman
Montaggio: Era Lapid
Musica: Josef Bardanashvili
Interpreti: Ron Jaegermann, Dorit Lev-Ari, Yuval Segal, Zhahi Grad
Produzione: July August Productions, Tel Aviv

Il film, dramma con elementi comici, è composto da tre episodi: il primo si svolge in riva al mare, il secondo in un parco archeologico, il terzo nella nuova casa dei Goldstein, dove la famiglia si è trasferita in previsione della nascita della nuova figlia. Ognuna di queste situazioni è sfiorata dal pericolo e dal dramma. Tutte e tre insieme, contribuiscono a unire tra di loro i membri della famiglia, con un legame che diventa sempre più forte.
Il film, basato su episodi accaduti realmente durante l’adolescenza e la vita d’oggi del regista, racconta la storia di una famiglia israeliana media che affronta le esperienze quotidiane della vita – l’amicizia, l’amore, il sesso, la morte – nella cittadina marittima di Ashkelon.

It All Begins at Sea è stato presentato per la prima volta alla scorsa edizione del Haifa International Film Festival, nell’ambito di una retrospettiva dedicata a Eitan Green, che comprendeva fra altri: Lena, All Night Long, American Citizen, e As Tears Go By. Il film ha vinto l’ “Innovation Award” della Giuria del Montreal Film Festival. La colonna sonora è stata composta da Josef Bardanashvili, uno dei più grandi compositori israeliani contemporanei, autore anche dell’opera lirica tratta dal romanzo di A.B. Yehoshua “Viaggio alla fine del Millennio”.


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

Jaffa - Keren Yedaya

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:49

Israele 2009 (Colore)

Titolo originale: Kalat Hayam (La sposa del mare)
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Keren Yedaya, Ayala Ben Porat
Fotografia: Pierre Aim
Montaggio: Assaf Korman
Musica: Shushan
Interpreti: Dana Ivgi, Moni Moshonov, Ronit Elkabetz, Mahmood Shalaby, Roy Asaf, Hussein Yassin Mahjne
Produzione: Marek Rozenbaum, Jerôme Bleitrach, Emmanuel Agnerary, Benny Drechsel Karsten Stoeter

Mali (Dana Ivgi) e suo fratello (Roy Asaf)  lavorano nell’ officina del loro padre (Moni Moshonov) mentre la mamma casalinga (Ronit Elkabetz) li controlla da lontano. Anche Taufik (Mahmood Shalaby) e suo padre (Hussein Yassin Mahjne) lavorano come meccanici nella stessa officina. I rapporti tra la famiglia araba e quella ebraica del padrone sembrano essere sempre stati più che corretti. Ma una serie di eventi fatali rischia di spezzare questa falsa armonia per dar spazio alla gelosia, al razzismo e alla violenza. Così la tragedia irrompe sulla scena.

Keren Yedaya riunisce di nuovo Ronit Alkabetz e Dana Ivgi nel ruolo di madre e figlia (come in passato nel film Or, presentato al RKF 2006) per costruire con i loro personaggi una storia d’amore fatale in forma classica, ispirata al cinema melodrammatico egiziano, di cui si trovano vari elementi: l’amore clandestino, la fuga, la lotta, la violenza, la morte, la separazione, l’ingiustizia, la lettera, l’incontro, il grido e il silenzio. Tutto questo per dar vita alla tensione etnica e politica che domina la vita quotidiana dei cittadini arabi e ebrei di Tel Aviv-Yaffo.



bonprix.it - Le stile che conviene !


Tags: , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

Lebanon - Samuel Maoz

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:45


Israele 2008 (Colore)

Titolo originale: Levanon (Libano)
Durata: 94 min.
Sceneggiatura: Samuel Maoz
Fotografia: Giora Bejach
Montaggio: Arik Lahav-Leibovich
Musica: Nicolas Becker
Interpreti: Yoav Donat, Itay Tiran, Oshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strass, Dudu Tasa, Ashraf Barhom, Reymonde Amsellem
Produzione: Metro Communications, Paralite Productions

Libano, 1982. Allo scoppio della guerra, quattro soldati vengono assegnati ad una missione: accompagnare col loro carro armato una pattuglia di paracadutisti, entrare in un villaggio libanese già bombardato dall’aviazione israeliana e dunque vuoto, verificare e continuare. Una missione apparentemente semplice, ma che si rivela tutt’altro che facile. Il villaggio pastorale è uno scenario di morte e diventa un incubo.  “Il ferro” del carro armato che dovrebbe difendere si trasforma in una trappola mortale. Quando dall’esterno i quattro soldati ricevono l’ordine di sparare sul “nemico”, si rendono conto che premere il grilletto non è facile.

Leone d’Oro come miglior film all’ultimo Festival di Venezia, Lebanon è un’opera autobiografica che si basa sull’esperienza dello sceneggiatore Samuel Maoz. Il film mette in scena gli orrori della guerra e la paura dell’uomo. La paura di chi deve difendersi dal nemico e quella di chi deve decidere se premere il grilletto e uccidere per la prima volta. Le atmosfere vivide, l’ambiente claustrofobico del carro armato, le riprese in soggettiva, fanno sentire lo spettatore come fosse “uno di loro”: è così che Maoz richiama tutti a riflettere in prima persona. Lebanon è un monito contro l’aberrazione della guerra.


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

Seven Days - Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:41

Francia, Israele 2008 (Colore)
Titolo originale: Shivà (Sette giorni di lutto)
Durata: 115 min.
Sceneggiatura: Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz
Fotografia: Yaron Sharf
Montaggio: Joelle Alexis
Musica: Sergio Leonardi, Michel Korb
Interpreti: Ronit Elkabetz, Sulika Kadosh, Albert Ilouz, Moshe Ivgy, David Ohaion, Rafi Amzaleg, Alon Abutbul, Yehiel Elkabetz, Keren Mor, Ruby Porat-Shoval, Yael Abecassis, Hanna Laszlo, Orit Sher
Produzione: Thaleia Production, July August Production

Storia di una famiglia di origine ebraico-marocchina che si trova riunita per celebrare i sette giorni di lutto per un giovane scomparso improvvisamente. E sulla scena vengono fuori le profonde tensioni, le storie rimosse, i litigi, i nuovi e i vecchi amori della famiglia. Con una macchina da presa sempre puntata sul nucleo famigliare, dentro la casa dove si raccolgono i famigliari in lutto, i registi riescono a raccontare, contemporaneamente, le storie personali di un intero gruppo di persone.

Il film dei fratelli Elkabetz, già noti al pubblico internazionale per il loro To Take a Wife, rappresenta una delle opere più importanti del nuovo cinema israeliano, un film corale di altissima qualità cinematografica, un esempio eccezionale di ensamble di attori (la concentrazione di una tale quantità di star in un film israeliano è cosa assai rara). Seven Days è un film girato in grande stile con un profondo senso di umanità e ironia. Il film è stato presentato a Cannes e pluripremiato al Jerusalem Film Festival. Nel 2008 il Festival Internazionale del Film di Roma ha dedicato un evento all’opera degli Elkabetz.


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »

The Beetle - Yishai Orian

Scritto da: admin il 5 Novembre 2009 – 14:38

Israele 2008 (Documentario)
Titolo originale: Hachipushit (Il maggiolino)
Durata: 70 min.
Fotografia: Yair Sagi
Montaggio: Shiri Borchard
Musica: Tal Yardeni
Produzione: Yishai Orian

Yishai, regista e protagonista del documentario, racconta una delle più importanti storie d’amore della sua vita… ovvero quello per la sua vecchia automobile, un maggiolino della Volkswagen, che rappresenta in realtà gli anni del divertimento e della giovinezza. Yishai è sposato e sta per avere il suo primo figlio. La sua auto, parola del meccanico, è in cattive “condizioni di salute”, mentre sua moglie, in vista della nascita del bambino, vorrebbe una macchina nuova che accogliesse nel miglior modo il nascituro. Ma Yishai di rottamare il suo maggiolino non ne vuol sentir parlare, allora si mette alla ricerca di un vecchio proprietario che possa prendersi cura dell’automobile….

Presentato in molti festival internazionali il documentario di Orian è una delicata, divertente e commovente metafora del passaggio dall’età spensierata all’età adulta. Il regista resta aggrappato sino alla fine all’idea che si può sempre restare giovani, ma poi si rende conto che esistono cose più importanti, come un figlio…. The Beetle è stato scelto come film d’apertura del Docaviv 2008, poi nominato agli Oscar israeliani come miglior documentario.





Tags: , , , , , , ,
Postato in: SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO | Nessun Commento »