Big Eyes - Uri Zohar

Scritto da: admin il 6 Novembre 2009 – 11:57

Israele, 1974 (colore)
Titolo originale: Einaym Gdolot (Occhi grandi)
Durata: 75 min.
Sceneggiatura: Ya’ackov Shabtai
Fotografia: David Gurfinkel
Montaggio: Anna Gurit
Musica: Miki Gabrielov
Interpreti: Arik Einstein, Alona Einstein, Talia Shapira, Uri Zohar
Produzione: Yoram Ben – Ami, Itzik Kol

Tel Aviv anni ’70. Benny Furman (interpretato da Uri Zohar) è un allenatore di basket, diviso tra gli impegni familiari con un figlio, una moglie, e l’attrazione smodata per le donne. Yossi è un giocatore di basket ed è molto amico di Benny. L’accostamento tra questi due caratteri mette in luce l’immaturità di Benny, che è abituato ad usare le persone e a non dire quasi mai la verità. Ma prima o poi l’allenatore deve fare i conti con la realtà….

Benny Furman incarna il simbolo del nuovo israeliano laico e “vuoto” come la città che lo circonda. Uri Zohar, tra i più grandi registi israeliani, con l’aiuto di Yaakov Shabtai geniale scrittore e le immagini create da David Gurfinkel, ha saputo raccontare nel miglior modo le atmosfere, la vita, l’architettura decadente e la gente (non meno decadente)  di Tel Aviv.
Il film fa parte della trilogia telaviviana di Zohar che comprende Metzizim e Save the Lifeguard (già presentati al PKF 2006), indimenticabile affresco della metropoli israeliana. Alcuni anni dopo l’uscita di Big Eyes, Zohar ha lasciato la vita metropolitana e laica di Tel Aviv, per ritirarsi a Gerusalemme, dove ha sposato l’ortodossia.


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Life According to Agfa - Assi Dayan

Scritto da: admin il 6 Novembre 2009 – 11:57

Israele 1992 (B/N)
Titolo originale: HaChayim Al-Pi Agfa (La vita secondo Agfa)
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Assi Dayan
Fotografia: Yoav Kosh
Montaggio: Zohar Sela
Musica: Naftali Alter, Danny Litani
Interpreti: Gila Almagor, Shuli Rand, Avital Dicker, Irit Frank, Danny Litani, Akram Tillawi, Smadar Kilchinsky, Sharon Alexander, Shmil Ben Ari
Produzione: Rafi Bukaee


Un pub di Tel Aviv,
frequentato da gente che non ha altri posti dove andare. Ogni notte il locale “Barbie” si riempie di persone sole, con storie diverse alle spalle. Ci sono sempre le due donne, padrone del posto, Dalia (interpretata da Gila Almagor) e Leora, ognuna con i propri problemi. C’è Benny il poliziotto, Frank, Riki, una donna instabile psicologicamente, a cui il dottore ha raccomandato di non stare mai da sola, un cantante, spacciatori di droga, qualche soldato e gli arabi che lavorano in cucina. Così, tra tensioni sociali e apparente tranquillità, notte dopo notte, questo gruppo di persone si ritrova nel locale in una malinconica e crepuscolare “scena” di Tel Aviv.

Diretto da Assi Dayan, attore e regista israeliano di gran fama (recentemente ha ricevuto il premio alla carriera agli Israeli Academy 2009) nonché figlio del Generale Moshè Dayan, Life According to Agfa è un film che affonda totalmente le radici nella metropoli israeliana per eccellenza, Tel Aviv. L’affresco provocatorio dipinto da Dayan rimanda ad una città sopita che fatica a raccontarsi e ad una stagione di cinema israeliano che si accinge al tramonto per poi rinascere….


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Tel-Aviv Jaffa - Anat Zeltser, Modi bar-On, Gabriel Bibliowicz

Scritto da: admin il 6 Novembre 2009 – 11:55

Israele 2009 (Documentario, Colore e B/N)
Durata prima parte: 85 min.
Durata seconda parte: 37 min.
Titolo originale: Tel-Aviv Yaffo (Tel-Aviv Giaffa)
Fotografia: Gabriel Bibliowicz
Montaggio: Moris Ben Mayor, Gavriel Bibliovitc, Dori Tepper
Musica: Eran Weitz
Produzione: Modi & Anat LTD.

Questo film racconta la storia incredibile, buffa e commovente della città più grande d’Israele, Tel Aviv, giovane e laica alternativa alla capitale Gerusalemme. Attraverso una ricerca durata tre anni e l’uso di filmati inediti, il documentario segue e racconta la città da prima della sua nascita, quando si pensava che Tel Aviv potesse essere un piccolo quartiere della città ottomana Giaffa, fino alla dichiarazione d’indipendenza dello Stato d’Israele nel 1948.
Il film, che segue la strana sorte della Giaffa araba, che partorì Tel Aviv per poi essere inghiottita dalla ‘figlia’, riflette conflitti nazionali, tensioni politiche e le contraddizioni culturali che hanno trasformato Tel Aviv in una città internazionale e allo stesso tempo molto locale. Non mancano vicende curiose, come quella della finta foresta piantata in onore di Churchill, le fogne che hanno proibito per anni l’uso della spiaggia e la multa assegnata al sindaco per aver nuotato in mare, nudo.

La seconda e breve parte è un assaggio sulla storia della città dal 1948 al giorno nostri, raccontando come Gerusalemme si sia presa il titolo della Capitale, il riconoscimento internazionale che gli è stato conferito per il patrimonio architettonico e che la ha consacrata al mondo come la “Città Bianca”, il perché invece sia nota a molti come “la bolla”, la città della “dolce vita” israeliana, che non di ferma mai.



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Tel Aviv Stories - Ayelet Menahemi, Nirit Yaron

Scritto da: admin il 6 Novembre 2009 – 11:53

Israele, 1992 (Colore)
Durata: 108 min.
Titolo originale: Sipurei Tel Aviv (Storie di Tel Aviv)
Sceneggiatura: Shemi Zarchin, Ayelet Menahemi, Nirit Yaron
Fotografia: Amnon Zlayet, Jorge Gurevitc
Montaggio: Ayelet Menachemi
Musica: Ari FrenkelShlomo Grunich
Interpreti: Yael Abekasis, Ruti Goldberg, Anat Waxsman, Sasson Gabai,
Produzione: Itzhak Ginsberg Ehud Bleiberg

Pellicola in tre episodi. Protagoniste tre giovani donne, nella Tel Aviv degli anni ’90. Nel primo episodio, titolato “Sharona, dolce”, una bellissima stilista (interpretata da Yael Abekasis) è alle prese con molti uomini, tutti “possibili amori”, ma si rende conto che nessuno tra questi la vuole veramente. Eppure la vita riserva sempre sorprese inaspettate e per la modella, forse, una la attende in un camion che raccoglie l’immondizia. “Operazione gatto” racconta, invece, la battaglia di Soffie (Ruti Goldberg) giovane giornalista con la testa tra le nuvole, che decide di salvare un gattino, contro tutti e tutto. E proprio dalle fogne di Tel Aviv, dove è imprigionato il piccolo animale, che ricomincia la rinascita della donna. Un divorzio “espresso” è quello che vuole Tiki (Anat Waxman), ultima protagonista del film. Nell’episodio “Divorzio” infatti la donna poliziotto incontra per caso suo marito, che anni prima l’aveva lasciata con un bambino senza concederle il divorzio. Così la donna sequestra il marito e dei malcapitati, per dar vita ad una catena di aneddoti dentro il grattacielo di Tel Aviv che si chiama, ironia della sorte, “Shalom”.

Tel Aviv Stories dipinge tre tipi di donna classici e li introduce nella metropoli israeliana, Tel Aviv. Mentre nell’ultimo episodio prende piede il femminismo e la ricerca della libertà a tutti i costi, nei primi due lo stile ha il sopravvento e diviene protagonista (più delle donne stesse): così il film segna l’inizio del cinema israeliano post moderno anni ’90.


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