Beit Berl - part 1
Scritto da: adminOn Leave (In licenza), 15 min.
REGILA
Regia e sceneggiatura: Asaf Saban; Fotografia: David Rudoy; Montaggio: Sivan Ben-Ari; interpreti: Yoav Bruk, Dana Keila, Irit Gidron, Dalik Volinitz
Yotam torna a casa dall’esercito per pochi giorni. Incontra suo padre. Incontra la madre. Porta la sua ragazza a fare un giro in motorino. Fanno l’amore. Quando Yotam torna a casa qualcosa non va.
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Dana, 15 min.
Regia e sceneggiatura: Amir Fishman; Fotografia: Ilan Jarzina; Montaggio: John Avishai; interpreti: Omer Itzhaki, Sharon HaCohen Bar
Una madre single, una figlia adolescente e un segreto. La madre non vuole che la figlia ripeta gli errori commessi da lei. La figlia vuole essere indipendente, ma la vita a volte è molto complicata e pone davanti a scelte difficili.
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Tryout (La prova), 17 min.
MIVCHAN KABALA
Regia e sceneggiatura: Nimrod Rinot; Fotografia: Shunit Zlicha; Montaggio: Eran Granot; interpreti: Oren Dilfin, Oshri Sahar, Eden Meiri
Dan è un ragazzo omosessuale. Il suo ragazzo vorrebbe andare a vivere insieme a Dan per coronare il loro amore e rivelarlo al mondo intero. Sarebbe semplice se non fosse che Uri, il figlio di Dan, forse è troppo giovane per sapere che suo padre è omosessuale.
Beit Berl - part 2
Scritto da: adminTitolo originale: ASHAN LAVAN (Fumo bianco) 19 min.
Regia e sceneggiatura: Ofer Matan; Fotografia: Yaniv Alpert; Montaggio: Asaf Lavi Harel; interpreti: Michael Moshonov, Shlomo Tarshish
In una lontana fattoria di montagna padre e figlio, Ygal e Uri, lavorano con fatica alla produzione e vendita di formaggi. Il padre è ormai sfiduciato ed ha perso la pazienza con i clienti e con le loro rumorose jeep che irrompono nella loro calma apparente. Il figlio sembra troppo timido per affrontare la situazione, ma un giorno le cose cambiano.
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At the Office
Titolo originale: BAMISRAD (In ufficio), 12 min.
Regia e sceneggiatura: Maya Hen; Fotografia: Denis Padochav; Montaggio: Nurit Sela; interpreti: Avi Hadas, Adam Hadas, Anat Segev
C’era una volta un bambino di dieci anni cinque mesi e due giorni che si chiamava Ben. Un giorno accompagnando suo padre al lavoro, Ben decide di trovare un nuovo amore per il suo timido padre.
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Mapping
Titolo originale: MODEDIM (Geometri) 15 min.
Regia e sceneggiatura: Asaf saban; Fotografia: Ron Haimov; Montaggio: Asaf Saban, Avigail Breitstein; interpreti: Yusef Abu-Warda, Ami Weinberg
Due geometri nel deserto, una classe, un muro di separazione, un guerriero palestinese, una macchina, un bambino che gioca a pallone, una jeep militare, un blocco stradale, poi riecco i geometri, ma questa volta a Tel Aviv… Tutti si ritrovano in un quadro surreale durante il Giorno della Memoria.
Gut Shabes Vietnam - Ido e Yael Zand
Scritto da: adminIsraele 2008 (Documentario, colore)
Durata: 52 min.
Fotografia: Ido Zand
Montaggio: Yael Leibovitz Zand
Musica: Gil Nagel
Produzione: Zandoco Productions
La missione assegnata ad una giovane coppia di ebrei ortodossi Chabad, è quella di lasciare Israele per raggiungere il Vietnam, dove dovranno “redimere” tutti gli ebrei che vivono lì. Quando lasciano la loro casa Menachem e Racheli, insieme al loro piccolo bambino, sanno bene che forse non torneranno mai in Israele. Arrivati A Ho-chi-Min City (Saigon), a pochi giorni da Rosh Ha-Shanà (il Capodanno ebraico), la vita è difficile. Come sopravvivere in una città dove sei l’unico a praticare le regole dettate dalla religione ebraica? Come trovare un pesce kasher in un mercato “affollato” di frutti di mare? In attesa del loro container i giovani si aggirano sconfortati in un’enorme casa vuota e in una città che sembra non accoglierli al meglio…
Il documentario della coppia Zand, dà voce ad una delle grandi realtà ebraiche nel mondo; ovvero i 4000 messaggeri ortodossi che seguono i dettami del loro rabbino Lubavitch e nel corso degli anni hanno raggiunto i quattro angoli della terra per offrire ad ogni correligionario la possibilità di rispettare le regole religiose e “redimere” gli ebrei laici della diaspora. Gut Shabes Vietnam è un film che, grazie all’eleganza nel montaggio, riesce a rendere al pubblico la storia incredibile della coppia Hartman in un racconto universale sulle distanze culturali e la solitudine legata all’immigrazione.
Il Canto delle Spose - Karin Albou
Scritto da: adminFrancia 2008
Titolo originale: Le Chant des Mariées
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Karin Albou
Montaggio: Camille Cotte
Musica: François-Eudes Chanfrault
Interpreti: Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Khaled, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, Karin Albou Produzione: Gloria Films, Laurent Lavolé, Isabelle Pragier
Tunisi, 1942. Nour e Myriam, 16 anni, sono amiche d’infanzia. Condividono la stessa casa in un modesto quartiere in cui ebrei e musulmani vivono in armonia. Ognuna di loro desidera segretamente condurre la vita dell’altra: mentre a Nour dispiace non andare a scuola come la sua amica, Myriam sogna l’amore. È invidiosa del fatto che Nour sia fidanzata con suo cugino Khaled, una sorta di fantasia condivisa del principe azzurro. Purtroppo, Khaled non trova lavoro. Il fidanzamento si prolunga e la prospettiva di un’unione carnale si allontana. Nel novembre 1942, l’esercito tedesco invade Tunisi. Perseguendo la politica di Vichy, i nazisti sottomettono la comunità ebraica a una pesante ammenda. Tita, la madre di Myriam, non ha più il diritto di lavorare. Sommersa dai debiti, decide di far sposare a sua figlia un ricco medico. Myriam vede svanire in un colpo solo tutti i suoi sogni d’amore…
Presentato all’edizione 2009 del Jerusalem Film Festival, Il canto delle spose è un film sull’amicizia e sui sentimenti che si scontrano con la Storia. La regista ha già girato, tra gli altri, La petite Jérusalem, il suo primo lungometraggio, che fu selezionato per la Settimana della critica al Festival di Cannes e nominato ai Césars nelle categorie “Miglior film d’esordio” e “Miglior donna emergente”. Il canto delle spose è il suo secondo lungometraggio.
La Nostra Famiglia - Yoram Milò
Scritto da: adminIsraele 2008 (Colore)
Durata: 100 min.
Fotografia: Yoram Milò
Montaggio: Tamar Gan-Zvi
Produzione: Moshe Alafi, Produzioni Alafim
Un viaggio attraverso l’Italia alla ricerca delle proprie radici. Bruno e Franca, insieme ai loro figli, intraprendono un percorso fisico e psicologico per raccontare le origini delle proprie famiglie, Portaleone e Tedeschi. Ferrara, Ancona, Napoli e Roma, risvegliano ricordi e vicende della storia delle famiglie, nelle varie generazioni. Sullo sfondo degli eventi storici trascorsi, sono evidenziati atteggiamenti famigliari e le vicissitudini di Bruno, Franca e delle rispettive famiglie. Partendo dalla assimilazione post-emancipazione, continuando per le leggi razziali del 1938, le fughe dai nazisti negli anni 1943-44, fino alla liberazione di Roma nel ’44. Durante questo periodo e anche dopo, si va cristallizzando di nuovo l’identità ebraica della famiglia Portaleone. Nel 1948 con la nascita dello Stato d’Israele e l’entusiasmo derivante, nasce anche il dilemma: come vivere questa identità? Realizzare il sogno sionista oppure rimanere nella diaspora a Roma, dove comunque la famiglia ha vissuto attraverso i secoli?
Il documentario, che racconta una storia privata, è stato profondamente voluto dalla famiglia per contribuire al richiamo di valori universali, ma è anche un invito a coltivare attraverso la conoscenza del passato, il senso dell’identità ebraica attuale.
The Fire Within - Lorry Salcedo Mitrani
Scritto da: adminPerù/USA 2008 (Documentario, colore)
Titolo originale: The fire Within: Jews in the Amazonian Rainforest
Durata: 57 min.
Sceneggiatura: Augusto Cabada
Fotografia: Sami Weisselberger
Montaggio: Sergio Garcia Mayer
Produzione: Lorry Salcedo Mitrani
L’eccezionale storia della comunità ebraica di Iquitos in Perù. Tra gli avventurieri arrivati nella giungla d’Amazzonia nell’800 durante “la febbre della gomma”, c’erano anche alcuni ebrei. Molti uomini si fermarono nella dimenticata città di Iquitos, in mezzo alla giungla, dove sposarono donne indigene; le famiglie mantennero nomi ebraici: Cohen, Khan, Pinto, etc. Ciò che restava loro della tradizione ebraica si è mescolato inesorabilmente con le usanze locali, dando vita ad una nuova tradizione, originale ma debole. Negli ultimi anni la loro riscoperta ha dato luogo ad un’interessante fenomeno di ricerca delle proprie radici (e in alcuni casi del desiderio di andare in Israele)….
Un documentario in forma classica (basato su una ricerca metodologica, materiale d’archivio, documenti, interviste, immagini di luoghi lontani) che fornisce uno sguardo verso una storia straordinaria del popolo ebraico. Una storia commovente sulla forza della tradizione. Il film è stato presentato a numerosi festival tra cui il Warsaw Jewish Motifs Film Festival, il Santa Barbara Jewish Film Festival, il Sephardic Jewish Film ed il Jerusalem Jewish Film Festival.
The Valderama Sisters - Noam Demsky, Mordi Kershner
Scritto da: adminIsraele 2009 (Documentario, colore)
Titolo originale: Ha’achayot Valderama (Le sorelle Valderama)
Durata: 50 min.
Fotografia: Noam Demsky, Mordi Kershner, José Vargas
Montaggio: Ido Bahat, Vered Yeruham
Musica: Arik Rudich
Produzione: Noam Demsky, Mordi Kershner
Lucy, Rosa e Flor, le tre sorelle della famiglia Valderama, vivono a Trujillo, in Perù. Fanno parte dei ‘Bnei Moshe’ (I figli di Mosè) una comunità di cattolici che vogliono avvicinarsi e convertirsi all’ebraismo: sono donne indipendenti decise a realizzare il loro sogno, ovvero convertirsi ed immigrare in Israele. Nel febbraio del 2005 un comitato composto da rabbini arriva da Israele in Perù per decidere chi, tra i membri della comunità, possa essere convertito ufficialmente. Lucy, che gestisce un piccolo ostello frequentato da israeliani passa facilmente l’esame, Rosa fa più fatica e Flor viene bocciata, così dovrà restare sola, con cinque figlie, a praticare le regole religiose ebraiche nel suo villaggio.
Il film, girato da due registi religiosi emergenti, segue sia in Perù che in Israele i protagonisti di questa storia straordinaria. Un documentario, fatto tra due angoli lontani del globo, sull’epopea di chi cerca una nuova Patria, e quando crede di averla raggiunta si ritrova in realtà al punto di partenza, lontano da casa…
Big Eyes - Uri Zohar
Scritto da: adminIsraele, 1974 (colore)
Titolo originale: Einaym Gdolot (Occhi grandi)
Durata: 75 min.
Sceneggiatura: Ya’ackov Shabtai
Fotografia: David Gurfinkel
Montaggio: Anna Gurit
Musica: Miki Gabrielov
Interpreti: Arik Einstein, Alona Einstein, Talia Shapira, Uri Zohar
Produzione: Yoram Ben – Ami, Itzik Kol
Tel Aviv anni ’70. Benny Furman (interpretato da Uri Zohar) è un allenatore di basket, diviso tra gli impegni familiari con un figlio, una moglie, e l’attrazione smodata per le donne. Yossi è un giocatore di basket ed è molto amico di Benny. L’accostamento tra questi due caratteri mette in luce l’immaturità di Benny, che è abituato ad usare le persone e a non dire quasi mai la verità. Ma prima o poi l’allenatore deve fare i conti con la realtà….
Benny Furman incarna il simbolo del nuovo israeliano laico e “vuoto” come la città che lo circonda. Uri Zohar, tra i più grandi registi israeliani, con l’aiuto di Yaakov Shabtai geniale scrittore e le immagini create da David Gurfinkel, ha saputo raccontare nel miglior modo le atmosfere, la vita, l’architettura decadente e la gente (non meno decadente) di Tel Aviv.
Il film fa parte della trilogia telaviviana di Zohar che comprende Metzizim e Save the Lifeguard (già presentati al PKF 2006), indimenticabile affresco della metropoli israeliana. Alcuni anni dopo l’uscita di Big Eyes, Zohar ha lasciato la vita metropolitana e laica di Tel Aviv, per ritirarsi a Gerusalemme, dove ha sposato l’ortodossia.
Life According to Agfa - Assi Dayan
Scritto da: adminIsraele 1992 (B/N)
Titolo originale: HaChayim Al-Pi Agfa (La vita secondo Agfa)
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Assi Dayan
Fotografia: Yoav Kosh
Montaggio: Zohar Sela
Musica: Naftali Alter, Danny Litani
Interpreti: Gila Almagor, Shuli Rand, Avital Dicker, Irit Frank, Danny Litani, Akram Tillawi, Smadar Kilchinsky, Sharon Alexander, Shmil Ben Ari
Produzione: Rafi Bukaee
Un pub di Tel Aviv, frequentato da gente che non ha altri posti dove andare. Ogni notte il locale “Barbie” si riempie di persone sole, con storie diverse alle spalle. Ci sono sempre le due donne, padrone del posto, Dalia (interpretata da Gila Almagor) e Leora, ognuna con i propri problemi. C’è Benny il poliziotto, Frank, Riki, una donna instabile psicologicamente, a cui il dottore ha raccomandato di non stare mai da sola, un cantante, spacciatori di droga, qualche soldato e gli arabi che lavorano in cucina. Così, tra tensioni sociali e apparente tranquillità, notte dopo notte, questo gruppo di persone si ritrova nel locale in una malinconica e crepuscolare “scena” di Tel Aviv.
Diretto da Assi Dayan, attore e regista israeliano di gran fama (recentemente ha ricevuto il premio alla carriera agli Israeli Academy 2009) nonché figlio del Generale Moshè Dayan, Life According to Agfa è un film che affonda totalmente le radici nella metropoli israeliana per eccellenza, Tel Aviv. L’affresco provocatorio dipinto da Dayan rimanda ad una città sopita che fatica a raccontarsi e ad una stagione di cinema israeliano che si accinge al tramonto per poi rinascere….
Tel-Aviv Jaffa - Anat Zeltser, Modi bar-On, Gabriel Bibliowicz
Scritto da: adminIsraele 2009 (Documentario, Colore e B/N)
Durata prima parte: 85 min.
Durata seconda parte: 37 min.
Titolo originale: Tel-Aviv Yaffo (Tel-Aviv Giaffa)
Fotografia: Gabriel Bibliowicz
Montaggio: Moris Ben Mayor, Gavriel Bibliovitc, Dori Tepper
Musica: Eran Weitz
Produzione: Modi & Anat LTD.
Questo film racconta la storia incredibile, buffa e commovente della città più grande d’Israele, Tel Aviv, giovane e laica alternativa alla capitale Gerusalemme. Attraverso una ricerca durata tre anni e l’uso di filmati inediti, il documentario segue e racconta la città da prima della sua nascita, quando si pensava che Tel Aviv potesse essere un piccolo quartiere della città ottomana Giaffa, fino alla dichiarazione d’indipendenza dello Stato d’Israele nel 1948.
Il film, che segue la strana sorte della Giaffa araba, che partorì Tel Aviv per poi essere inghiottita dalla ‘figlia’, riflette conflitti nazionali, tensioni politiche e le contraddizioni culturali che hanno trasformato Tel Aviv in una città internazionale e allo stesso tempo molto locale. Non mancano vicende curiose, come quella della finta foresta piantata in onore di Churchill, le fogne che hanno proibito per anni l’uso della spiaggia e la multa assegnata al sindaco per aver nuotato in mare, nudo.
La seconda e breve parte è un assaggio sulla storia della città dal 1948 al giorno nostri, raccontando come Gerusalemme si sia presa il titolo della Capitale, il riconoscimento internazionale che gli è stato conferito per il patrimonio architettonico e che la ha consacrata al mondo come la “Città Bianca”, il perché invece sia nota a molti come “la bolla”, la città della “dolce vita” israeliana, che non di ferma mai.











